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Biografia di Adele Veronica Consolo





Adele Veronica Consolo è nata il 10 ottobre del 1980 a Seriate (Bergamo). Nel 2006 si è laureata in D.A.M.S. (Discipline dell'Arte, della Musica e dello Spettacolo), indirizzo Arte presso l'Università degli Studi di Palermo ed ha frequentato un "Master in Web Journalism and Editing Online" a Roma, un "Master annuale di I livello sull'uso didattico della narrazione e della metafora negli insegnamenti Artistico-Musicali della Scuola Secondaria" presso l'Accademia di Belle Arti "Michelangelo" di Agrigento e un Master in “Metodologie Didattiche, Psicologiche, Antropologiche e Teoria e metodi di progettazione”. Ha frequentato anche alcuni Corsi di Perfezionamento, in "Strategie didattiche da attuare nell’ambito dell’Insegnamento di Materie Artistiche" e "L'uso delle tecnologie applicate all'ambito artistico". Ha conseguito vari attestati e diplomi:  Corsi di Inglese (di base, intermedio e avanzato), Tesserino di Giornalista Pubblicista (dal 2007 al 2017), Diploma di Operatore su P.C., Corso di Web Developer, Diploma E.C.D.L., Corso di Web Marketing e di Scrittura sul Web, Corso di L.I.M. e Tablet, Corso di Addetto Stampa, Corso di Addetto alla Selezione del Personale, Corso di Bagnino, Corso di Animatore, Corsi di Arte (Pittura, Plastica, Disegno dal vero, Disegno architettonico, Lacca e Doratura), Musica (pianoforte, tamburi e chitarra) sport (basket, nuoto e tennis) e Danza (ballo liscio, latino americano e balli di gruppo). In qualitá di Docente, ha una Specializzazione in Sostegno ed é abilitata in Arte. Come Giornalista ha collaborato con: Corriere di Sicilia, Gazzettino del Tirreno, Pattionline, Recensito, Periodicamente, Diritti negati, Hello Impresa, Inviato Speciale, Sfumature Freezine, Liberal Vox, Superga Cinema, LiberArt, Reteluna, Poesie in Versi, Javan 24 Allnews, Info OGGI, International Xoom e Blasting news.  Libri pubblicati su Amazon: Spalmiamoci di pioggia, Spalmatevi di poesia,  Pensieri in fuga, Fuga di pensieri, Spalmati di me, Grazie a Bukowski, Se mi vedesse Bukowski, Teorie e tecniche sull'insegnamento, Insegnare con ARTE-Riflessioni sulla Didattica, Supportare la disabilità, Pablo Picasso-Il padre dell’arte moderna, Il Maestro Martin Lutero-differenze tra protestanti e cattolici, Oltre il nulla: il teatro dell'assurdo di Samuel Beckett, Imparare ad insegnare. Ha vari blog: www.adeleconsolo.blogspot.it, www.intervistediadele.blogspot.it, www.infoenewsinrete.blogspot.it, www.libridiadeleconsolo.blogspot.com


Viva: il nuovo cd di Enrico Capuano



E’ appena uscito il nuovo cd, Viva, di Enrico Capuano, che prende il nome da una canzone dedicata alla ragazza anonima che, prima di morire, gli ha donato il cuore. Il cantautore sta ultimando la rianimazione, dopo aver subito un delicato intervento, di trapianto di cuore. Oggi, a grande richiesta, tornerá sul palco, in provincia di Roma, per il concerto del Primo Maggio, data che lo ha visto per anni protagonista assoluto. Capuano è il capostipite del folk-rock italiano, infatti, dal 1982 ad oggi, ha dimostrato che il rock e il folk italiano possono insieme produrre un ottimo sound. Il folk, negli anni ’70, ha avuto importanti contaminazioni, e a tal proposito è interessante, ad esempio, l’esperienza del Canzoniere del Lazio, che univa jazz moderno e folk, come lo è anche, sul versante del fronte del rock italiano, un brano della PFM (Premiata Forneria Marconi) dal titolo E’ festa, che ha lasciato il segno, indicando la strada, dando ad Enrico una traccia su cui poter lavorare, con risultati ottimi. Nel corso della sua lunga carriera ha suonato con vari artisti, tra i quali ricordiamo Franz Di Cioccio (batterista e cantante del PFM, con il quale Capuano ha realizzato un tour del 2005) e il suo amico Piero Brega (esponente di spicco della celebre band Canzoniere del Lazio). 


Nei primi anni '80, Enrico, cresciuto nella cultura della musica popolare, grazie ai fratelli Michele ed Antonio, che collaboravano con il Nuovo canzoniere italiano ed avevano un gruppo, chiamato Cooperativa lavoro culturale, comincia a introdurre nei suoi spettacoli, tra un brano cantautorale e l'altro, delle tarantelle rock, con la sua prima band tutta casertana, nella la sua prima tournèe di 15 date. Qualcuno allora vedeva con perplessità questa sua operazione, come se fosse troppo azzardata, ma dopo una decina di anni, invece, questa idea piacque a molti gruppi, che seguirono la sua scia. Nel 1992 uscì un suo cd, dal titolo Fa la cosa giusta, che comprendeva anche il brano Tammurriatarock (un connubio perfetto tra tarantella e rock), che darà anche il nome alla band. Da allora sono passati tanti anni, Enrico Capuano e la sua band Tammuriatarock hanno sfornato tanti cd e hanno fatto molti tour, anche all’estero. Negli ultimi anni, con una media di più di 100 concerti all'anno, è stato ben presente sul territorio italiano e anche estero (con i suoi tanti tour negli Usa, in Canada, ma anche in Europa). Oggi, finalmente, dopo un lungo periodo di assenza, lo ritroveremo sul palco a Roma, nella zona del Pineto, poichė ė stato inserito, con la sua band, Tammuriatarock, nella scaletta di un evento musicale.

(01/05/2017)
Adele Consolo

Zone di degrado a Milano: la lista delle peggiori

Zone di degrado a Milano: la lista delle peggiori



MILANO-
Tra gli anni ’50 e ’60, quasi tutte le periferie di Milano sono nate per far fronte alla grande ondata migratoria proveniente dal Sud dell’Italia e quasi tutte sono cresciute sulla spinta della speculazione edilizia, trasformando i quartieri in dei "dormitori", isolati dal resto della città e tale situazione drammatica, con l’impatto migratorio degli ultimi anni (destinato a crescere sempre di più), proveniente dall’estero, rischia di peggiorare di giorno in giorno. Le periferie di Milano (che si assomigliano tristemente un po' tutte) si caratterizzano per un forte senso di appartenenza da parte degli abitanti, per il luogo in cui sono nati e cresciuti, testimoniato dal fatto che ogni quartiere periferico di Milano ha il suo inno, la sua canzone o il suo video identificativo. 

Da Quarto Oggiaro a via Padova, attualmente quali sono le zone periferiche più pericolose della città di Milano? Difficile stilare una classifica, ma vogliamo fare un tentativo, in base a ciò che si dice in rete e a testimonianze raccolte in giro, per strada, sperando che non si offenda nessuno (noi ci atterremo non su fatti concreti, ma solo su tali dicerie e voci di corridoio). Prima di sollevare qualunque sterile polemica, vogliamo precisare che, in alcuni casi, le voci e le leggende che si narrano su alcune periferie le fanno forse percepire come più pericolose di quanto effettivamente siano. La palma di quartiere celebre per la sua pericolosità, secondo molti, sembrerebbe andare a Quarto Oggiaro: estrema periferia nord della città, dove dicono che si concentri la criminalità (anche non piccola) milanese. Qui la situazione non è delle più allegre, ma va anche detto che basta evitare alcune vie ben precise per non incorrere in guai (la parte centrale di Vialba, ad esempio, sembra proprio un quartiere della vecchia Milano, con i negozi sotto i portici e la gente che si saluta).

Anche in via Padova vi è un quartiere che si trova elencato tra le zone da evitare: in questa via stanno arrivando parecchi giovani italiani, attratti dai prezzi bassi (siamo appena fuori dalla circonvallazione) e dall'atmosfera multietnica e questo è allo stesso tempo il punto forte e il punto debole di via Padova, perchè la convivenza tra etnie diverse (ci sono 50 nazionalità diverse) non è sempre facile, e non è così raro imbattersi in risse o litigi. Si segnalano anche la zona di via Varesina e viale Espinasse, vicino alla più nota piazza Prealpi: qui si cita la presenza di bulli agli angoli delle strade, che a volte vanno in giro con dei pitbull, oltre che un'alta percentuale di immigrazione. Sono tante le zone che godono di pessima fama in città, tra le quali ricordiamo Corvetto, Barona, Baggio, via Ferrante Aporti (dietro la Stazione Centrale), ma la verità è che la situazione è la stessa a Milano come in ogni altra grande (più o meno) città d'Europa: i ricchi stanno al centro, mentre i poveri, gli immigrati ed i giovani si rifugiano in periferia e la classe media scappa nell'hinterland. Alcune zone cambiano pelle e si trasformano nel tempo, peggiorando oppure migliorando, a seconda delle amministrazioni (come potrebbe essere in futuro il caso di via Padova).

All'estrema periferia nord-ovest di Milano, c’è il cosiddetto Gallaratese, o meglio conosciuto come Bonola (dal nome del mastodontico centro commerciale, che rappresenta l'unico vero punto di aggregazione della zona). E' uno dei quartieri più grandi costruiti ex novo in Italia, “posizionato” tra la tangenziale ovest, il cimitero maggiore, il Monte Stella e l'enorme parco di Trenno. Quartieri periferici relativamente vicini al Galleratese-Bonola sono il Baggio e il Quarto Oggiaro (mentre il Barona è molto distante da qui). Durante gli anni di piombo, questi quartieri, a maggioranza operaia, erano tra i più politicizzati e a rischio della città: Baggio ha una lunga tradizione di antifascismo, mentre è tra Lorenteggio e Quarto Oggiaro che si sono costituite le Brigate Rosse. Col tempo, però, i protagonisti di quella stagione sono morti o invecchiati, e il maggior benessere economico ha favorito il deteriorarsi della coscienza sociale dei residenti. Quando non sono cadute nelle mani della malavita, queste zone si sono trasformate da quartieri-dormitorio a quartieri-ospizio (è quello che è successo nel Gallaratese, dove ci sono molte parrocchie e farmacie e due strutture per anziani, ma neanche un locale che resti aperto la sera). 

Tutto ciò non ha fatto che accrescere l'isolamento di queste zone: i collegamenti con il resto della città sono stati ridotti e gli autobus di quartiere sono stati soppressi dopo le dieci di sera (oppure non arrivano più fino al capolinea perché i conducenti hanno paura di venire aggrediti). Allo stesso tempo si è dato nuovo impulso all'edilizia popolare, di pari passo alla riqualificazione di determinate zone più o meno centrali che, in vista di Expo, sono state riempite di grattacieli residenziali fuori mercato (come quelli di City Life, da 8.000 euro al mq, in zona Amendola): anche stavolta, si è costruito secondo gli stessi criteri, creando palazzoni orrendi in zone prive di servizi e isolate (è il caso delle nuove abitazioni popolari di via Appennini, nel Gallaratese).

A detta di chi le ha progettate, le popolari di via Appennini sono luoghi dove il concetto di abitare non si estingue nella superficie minima dell'appartamento, ma si estende agli spazi comunitari, ma questi fantomatici "spazi comunitari" sono un giardinetto desolato, un centro commerciale (a chilometri di distanza), o dei sushi. Molte zone periferiche di Milano sono piene di ruderi, palazzi abbandonati da anni o mai finiti (è il caso di strutture come l'ex mercato comunale (QT8), l'ex Palasharp (a Lampugnano), l'Istituto Marchiondi (a Baggio) e quella che doveva essere la nuova stazione di San Cristoforo (a Lorenteggio). 


Il QT8, per citarne uno, è un quartiere periferico costruito nel 1947 in occasione dell'ottava triennale di Milano, che doveva essere un quartiere modello, fatto di villini a due o tre piani, strade pedonali e parchi, ma per la scarsità di servizi (in tutto il quartiere non c'è un solo negozio, né una banca) si è trasformato in una zona morta. Il mercato comunale, l'unico spazio comunitario del quartiere oltre alla chiesa, è fallito ed è rimasto abbandonato: da mesi dicono che ci vivano dei senzatetto. Molto simile è stato il destino del Palasharp, tensostruttura "temporanea" rimasta in piedi per decenni con vari nomi, che un tempo ospitava concerti e feste dell'Unità: per qualche tempo è stato usato come luogo di culto dalla comunità musulmana milanese e poi è stato abbandonato. La giunta Moratti voleva farne "il nuovo polo dello sport milanese", ma dopo la vittoria di Pisapia si era deciso di demolirlo in vista dell'Expo, invece è ancora lì (secondo alcune voci di corridoio, oggi sarebbe diventato un rifugio di senzatetto e di sbandati).

Anche l'Istituto Marchiondi, a Baggio (costruito negli anni Cinquanta), è stato prima un riformatorio, poi un centro di formazione professionale e poi, all'inizio degli anni Novanta, è stato abbandonato. Nel 2009, un campo rom sorto nel frattempo nelle vicinanze è stato sgomberato: c'era un progetto di recupero della struttura che avrebbe dovuto ospitare la nuova sede della facoltà di architettura del Politecnico di Milano e uno studentato da 200 posti, ma alla fine non si è fatto nulla, per i costi eccessivi. Oggi, vi è uno scenario post-apocalittico: tra calcinacci, soffitti crollati e finestre rotte, l'unica traccia di presenza umana nell'edificio è rappresentata da alcune scritte sui muri (alcune di ispirazione fascista, risalenti agli anni Settanta e Ottanta).

Il lento emergere di tendenze “fasciste” è tipico di tante periferie milanesi: qui le nuove generazioni hanno seguito un percorso di crescita più o meno simile. Se i giovani sviluppano tendenze estreme è per reazione a un disagio sociale, difatti non è un caso che i principali movimenti di estrema destra a Milano abbiano tutti sede in periferia (Casa Pound a Quarto Oggiaro e Lealtà e Azione a Bollate) e non è un caso nemmeno se ogni tanto, sulle auto della zona, compaiono dei volantini del Movimento Fascismo e Libertà. Stando ad un recente studio, Milano è la città italiana con la più alta presenza straniera e con la più alta concentrazione di immigrati in periferia (il 95% del totale). In molti quartieri periferici di Milano la presenza di immigrati è un fenomeno diffuso e radicato e l'unica zona in cui la retorica anti-immigrazione sembra funzionare è quella di Loreto e di via Padova (e proprio in questa zona, in piazza Aspromonte, ha sede la sezione milanese di Forza Nuova). Al di là di questo, la cosa che più colpisce, se si fa un giro panoramico delle periferie milanesi, è il comportamento delle istituzioni: sembra quasi che dietro la gestione degli spazi cittadini ci sia una specie di progetto politico (in queste zone, la presenza di tensioni sociali è usata per creare consenso, legittimare e perpetuare questa politica di separazione). 

Mentre le zone intorno al centro vengono riqualificate, la periferia diventa il luogo in cui spostare ogni possibile causa di disagio e conflitto sociale. Solo durante i periodi elettorali, per ripulire l'immagine delle città, si cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto, intervenendo sui luoghi più degradati (è anche per questo motivo che, nell'ultimo periodo, si è dato nuovo impulso agli sgomberi dei campi nomadi). Isolate dal resto della città, prive di servizi e di attrattive, le periferie di ogni città vengono troppo spesso ridotte a vere e proprie discariche a cielo aperto, dove poter mettere tutto ciò che potrebbe disturbare i nostri sensi, soprattutto la nostra vista e il nostro olfatto...

(15/06/2016)

Adele Consolo

Matteo Salvini si confessa in un libro

Matteo Salvini si confessa in un libro






Giorno 5 maggio arriverà in tutte le principali librerie italiane il primo libro di Matteo Salvini o, più precisamente, il primo scritto di suo pugno, con il sostegno del giornalista bergamasco Matteo Pandini e Rodolfo Sala (già redattore a “La Repubblica). Il libro s'intitola “Secondo Matteo-follia e coraggio per cambiare il Paese”, è edito da Rizzoli, conta ben 240 pagine ed ha un costo di 17 euro. Nella sua prima fatica letteraria, il leader leghista racconterà a tutti la sua vita e il suo ambizioso progetto politico, che presenterà in anteprima il 4 maggio, alle ore 11,30, alla stampa estera a Roma.
Matteo Salvini, nato a Milano il 9 marzo del 1973, è del segno dei pesci. Deputato ed europarlamentare, dal dicembre 2013 è segretario federale della Lega Nord, ma non tutti sanno che Salvini ha abbracciato l'amore per la politica aderendo al movimento dei Giovani Padani già nel lontano 2006. Iscrittosi nel 1990 alla Lega Nord, nel 1993 viene eletto consigliere comunale nella sua città, Milano (carica che ha mantenuto fino al 2012). Conosciuto ed apprezzato anche come Giornalista della rivista "Padania" e per la sua presenza a Radio Padania (è Giornalista Professionista), ha ricoperto nel corso degli anni vari ruoli all'interno del partito della Lega, fino ad essere eletto segretario federale nel dicembre 2013, in seguito alle primarie del partito.
Oltre al suo impegno e alla sua passione per la politica, nel testo emergono i suoi affetti, le amicizie, gli amori, insieme anche ad episodi più ludici e disincantati... Tra le altre cose, Salvini racconta di una “trasferta terribile” avuta a Bergamo tanti anni fa, quando andò a vedere la sua squadra preferita, il Milan, giocare contro l’Atalanta. Lui, giovane tifoso milanista, confessa che allora visse uno dei pomeriggi più brutti della sua vita di appassionato di calcio, per i tafferugli causati dagli ultrà atalantini. Chi fosse desideroso di conoscerlo ancora meglio di così, non deve far altro che comprare il suo libro...
(02/05/2016)
Adele Consolo

Dal film Cenere... un giorno rinascerà una fenice!

Dal film Cenere un giorno rinascerà una fenice!



E’ uscito da poco nelle sale cinematografiche “Cenere”, l’opera prima di Simone Petralia, giovane regista siciliano, trapiantato da anni a Roma. Nato a Patti (Messina) il 6 Febbraio 1988, subito dopo la maturità si trasferisce a Roma, dove frequenta l’università, laureandosi in cinematografia presso la Rome University of Fine Arts, con voto finale di centodieci e lode. Si diploma successivamente presso l’ACT Multimedia (accademia del cinema e della televisione di Cinecittà) ai corsi di recitazione e regia. Inizia a lavorare come attore in uno spot per Bagutta, “La moda è come un film”, per la regia di Toni Trupia e, a seguire, nel Videoclip “The first last kiss” dei Vanilla Sky, per la regia di Antonio Filippelli. Successivamente fa da assistente alla regia per il Maestro Pupi Avati, nella fiction TV di successo “Un matrimonio”. 


Seguono altri lavori, di cui si occupa come regista e sceneggiatore: nel cortometraggio “L’ultimo Cielo” (con Pino Quartullo e Jinny Steffan e le musiche di Max Gazzè) e nell’“L’officina dei sorrisi” (con Anna Falchi, Antonio Catania, Matteo Branciamore, Massimiliano Bruno, Francesco Arca, Dario Bandiera, Roberta Scardola, Fabio Troiano, Emanuela Tittocchia, Christian Marazziti, Emma Nitti e Alessandro Borghi). Dopo aver curato la regia anche dello spot sulla diversità intitolato “Monnalisa” (con Orso Maria Guerrini, Araba Dell’Utri, Jun Ichikawa e Germano Gentile), lavora come sceneggiatore e regista nel cortometraggio “Buongiorno Viola”, presentato in anteprima allo Short Film Corner del Festival di Cannes 2013. Regista e sceneggiatore anche nel cortometraggio “Emmanuel”, che ha presentato in anteprima mondiale in concorso al Social World Film Festival 2014 (film vincitore di due premi importanti, uno per la miglior sceneggiatura e un altro per la miglior attrice protagonista). 



La trama del film è semplice: il protagonista vive in maniera spensierata le sue giornate con gli amici Ennio e Luca, entrambi studenti universitari, sino a quando non decidono di partire alla volta della Spagna, a Siviglia e per questo motivo Julien resta solo a Roma, vagabondando per la città. Un giorno, mentre fugge dalla polizia, conosce una giovane ragazza per strada: Erika, prostituta 21enne, di Roma. Non sapendo dove andare a vivere, convince la giovane ragazza ad ospitarlo, ma la storia che vivrà con lei gli procurerà vari problemi. I ragazzi sono molto diversi: Julien, 23enne italo-francese (nato in Calabria, ma vissuto per anni a Parigi) è un artista di strada, ribelle, che ama disegnare e fare, insieme a due amici, dei murales nelle periferie della Capitale, mentre lei è una fanciulla fragile, disordinata e disorientata, vittima di un protettore cocainomane e violento. Oltre alle buone angolature, è da lodare la buona recitazione di tutti gli attori ed, in particolare, quella di Andrea Roncato, la cui presenza scenica ed interpretazione ha costituito un valore aggiunto per il film. Unica nota dolente per qualcuno sono i toni sommessi ed i ritmi piuttosto lenti delle battute, che sono tipici di un cinema impegnato ed intimista (vedi i film di Nanni Moretti e dei fratelli Avati), dove contano più l’espressività dei volti piuttosto che le parole ed è più importante ciò che si sottende rispetto a ciò che si dice... Nel complesso è un film riuscito, di 105 minuti, il cui merito va a tutti coloro che ci hanno lavorato...

(10/12/2015)
Adele Consolo 

Un sorriso diverso al Festival del Cinema di Venezia 2015

Premio Critica Sociale Sorriso Diverso Venezia 2015: 

importante evento collaterale al Cinema di Venezia


VENEZIA-
Alle ore 11.00 di giorno 11 settembre 2015, nella Sala Taverna dell'Hotel Excelsior di Venezia, presso lo spazio di Cinecittà Luce, si è svolta, con grande soddisfazione degli organizzatori dell’Associazione Università Cerca Lavoro, la quinta edizione del Premio Critica Sociale Sorriso Diverso Venezia 2015: un importante evento, collaterale all'interno della 72esima Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia (Festival del Cinema di Venezia). Il Festival, ideato da Paola Tassone e prodotto da Diego Righini, con la partecipazione di CIFA onlus ed il sostegno di RAI e ANMIL, coniuga il Cinema con la solidarietà, in un connubio che trasforma contenuti spesso drammatici in arte filmica, attraverso un linguaggio semplice ed accessibile, che arriva a tutti in maniera immediata. Hanno presentato l'evento Catello Masullo (esperto di filmografia) e Mariolina Gamba. Presenti anche Fulvia Caprara, Franco Mariotti, Masismo Nardin, Paola Dei, Maria Paola Maurino (CIFAong), Anna Falchi (madrina dell'evento), Paola Tassone e Diego Righini. Dopo un commosso ricordo di Paola Tassone alle vittime delle Torri Gemelle ed una disamina sulle finalità del Festival, è stata data lettura dei vincitori. Per la Sezione Italia è stato consegnato il Premio Sorriso Diverso al film, di Claudio Caligari, “Non essere cattivo”: uno spaccato sul mondo di giovani che vivono nella periferia di Ostia, che sembra concludere la trilogia del regista recentemente scomparso. Caligari, in trent'anni di carriera, ha girato solo tre film, ma tutti importanti e di successo: “Amore Tossico” (del 1983), “L'odore della notte” (del 1998) e “Non essere cattivo” (2015). Hanno ritirato il premio Simone Isola e Laura Tosti, della produzione Kimerafilm, molto felici del riconoscimento, anche e soprattutto per la memoria di un cineasta che ha scelto di affrontare temi molto scabrosi. Il film ha ricevuto anche vari premi: il Premio Francesco Pasinetti come miglior film (nel quale si segnalano le interpretazioni dei bravissimi Luca Marinelli ed Alessandro Borghi), il Premio Film della Critica del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, Premio Schermi di Qualità, Premio Federazione Italiana Cineclub, Premio Gillo Pontecorvo Arcobaleno Latino, Premio Codacons 2015, Premio Assomusica-Ho visto una canzone 2015 e Premio Gianni Astrei Fiuggi Family Festival. Daniela Troia ha consegnato a Simone Isola e Laura Tosti il suo foulard in seta, dipinto a mano e realizzato appositamente per il Festival (simbolo di gioia e vivacità). Il film vincitore, per la Sezione Internazionale, ha visto sul podio “Blanka”, di Kohki Hasei, perchè ritenuto "più vicino per tematiche e linguaggi al mondo giovanile". A Kohki Hasei, visibilmente commosso, è stato appunto consegnato come premio il foulard “artistico” di Daniela Troina Magrì. L’opera è stata prodotta dalla italiana Dorje Film, in collaborazione con la Biennale College Cinema di Venezia, ed ha ricevuto anche il Premio "Lanterna Magica", assegnato dai Cine-circoli Giovanili Socioculturali. Si tratta di una pellicola che affronta con leggerezza un tema pregnante come quello dei bambini di strada, toccando i temi della solidarietà e dell'amicizia fra fasce di età molto distanti fra di loro, valorizzando l'importanza e il valore della diversità. Il film, basato sulla costruzione di una legame solido, ha ricordato a tutti le parole del libro ‘Il Piccolo Principe’: "Se mi addomestichi sarò tuo amico per sempre". Al termine della premiazione, per i cineasti è stata la volta dei riconoscimenti: alla Madrina Anna Falchi (introdotta dal Maestro Antonio Sodo, scultore che unisce materialità e spiritualità) è stato consegnato un basso rilievo raffigurante il volto di una donna sognante. Ancora una volta la giuria ha deciso di premiare non solo il grande talento dei registi, ma anche la loro capacità di rappresentare storie vere, sempre col sorriso: Un sorriso diverso!

(26/09/2015)
Adele Consolo


Festival Internazionale del Cinema di Roma 2015: le prime anticipazioni

Festival Internazionale del Cinema di Roma 2015:

le prime anticipazioni sulla decima edizione 





ROMA- Il Festival Internazionale del Cinema di Roma, giunto quest’anno alla sua decima edizione, si terrà presso l’Auditorium Conciliazione dal 16 al 23 Ottobre 2015. Dal 2006, il complesso dell’Auditorium (progettato da Renzo Piano), è diventato il punto di riferimento per tutti gli appassionati di cinema e non solo, ospitando proiezioni, mostre, eventi e convegni. Tutte le linee di programma del Festival saranno competitive e toccherà agli spettatori premiare i film più amati con il proprio voto, all’uscita dalla sala, dopo ogni proiezione di film. La manifestazione è da sempre organizzata dalla Fondazione Cinema per Roma e supportata da molti Enti: Roma Capitale, dalla Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma, Istituto Luce Cinecittà, Fondazione Musica per Roma. Inoltre il Main Partner è BNL-Gruppo BNP Paribas. I Partner Istituzionali sono il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il Ministero dello Sviluppo Economico, l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. 




Ancora purtroppo è presto per sapere i dettagli dei film in concorso, ma sono trapelate alcune anticipazioni, sull’organizzazione del concorso e degli eventi e sullo Staff della manifestazione. Tanto per incominciare, come ogni anno il concorso prevede la suddivisione in quattro sezioni principali: SELEZIONE UFFICIALE, L’ALTRO CINEMA-EXTRA, ALICE NELLA CITTÀ, OCCHIO SUL MONDO-FOCUS. Alcuni nomi degli ospiti più importanti che animeranno le varie serate sono i seguenti: Wes Anderson, Joel Coen (insieme alla moglie ed attrice Frances McDormand) e William Friedkin (indimenticabile regista de “L’esorcista”, che terrà un incontro con il pubblico per presentare un famoso regista italiano vivente, del quale però non sarà svelato il nome fino all’ultimo).




Il celebre architetto Renzo Piano sarà ospite della manifestazione per una serata di cinema e architettura, confrontando il linguaggio delle immagini a quello dell’urbanistica e della costruzione architettonica. Non mancherà il Premio Oscar Paolo Sorrentino, che presenterà 15 minuti di una sua opera inedita, parlando anche dei suoi film preferiti e di quelli che lo hanno influenzato. Sono stati fatti inoltre i seguenti nomi: Carlo Verdone e Paola Cortellesi (protagonisti di una serata pensata all’insegna della comicità all’italiana). Il Festival farà anche un omaggio speciale a Pier Paolo Pasolini e darà spazio anche ad alcuni film restaurati, i cui titoli saranno resi noti molto presto. Per quanto riguarda gli eventi speciali, oltre a mostre, premi speciali e retrospettive di film importanti, tornerà il prestigioso Festival Tulipani di Seta Nera-Un sorriso diverso, che premia Cortometraggi su temi sociali, per combattere i pregiudizi verso ogni forma di intolleranza e pregiudizio.




Infine, è già stato formato un Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cinema, che sarà composto dai seguenti componenti: Piera Detassis (Presidente, in rappresentanza del Comune di Roma), Laura Delli Colli (in rappresentanza della Regione Lazio), Giancarlo Cremonesi (Camera di Commercio), Carlo Fuortes (Musica per Roma), Roberto Cicutto (Istituto Luce Cinecittà). In più, Antonio Monda sarà il Direttore Artistico e Lucio Argano il Direttore Generale. Nella serata finale si sapranno i risultati e successivamente forse si terrà, come l’anno scorso, la Proiezione in replica di tutti i film che saranno stati decretati come i vincitori. Il programma dettagliato degli eventi e delle proiezioni dei film lo troverete prossimamente sul sito ufficiale del Festival: http://www.romacinemafest.it

(12/08/2015)

Adele Consolo

Il bosco presto vi toglierà il fiato

Il bosco presto vi toglierà il fiato!



Sta per arrivare, su canale 5, il 20 febbraio 2015, in prima serata, la fiction “Il bosco”, che in tanti attendevano, con ansia, da Novembre 2014. La trama della miniserie (prodotta dalla TaoDue, diretta da Eros Puglielli, è stata scritta da Mizio Curcio, Leonardo d'Agostini ed Andrea Nobile, già autori de “Il tredicesimo apostolo”), è la seguente: la protagonista è Nina Ferrari, giovane ragazza laureata in psicologia, che, grazie alla sua bravura, otterrà un posto di lavoro nella sua città natale. Il suo trasferimento però riguarderà soprattutto la scomparsa della madre.

Le sue dolorose vicende si intrecceranno con quelle di Alex Corso, appena uscito di prigione per aver ucciso la sua ex fidanzata Eleonora. La morte di questa giovane e la scomparsa della madre di Nina si intrecceranno per creare un quadro ampio di investigazione. A regolare le indagini sarà l'ispettore Damiani interpretato dall'attore Andrea Sartoretti. Puntata dopo puntata ci accorgeremo come la storia e il legame tra Nina e Alex potrebbe diventare una splendida storia d'amore.

Il cast artistico è composto dai seguenti personaggi: Giulia Michelini (Nina), Claudio Gioè (ispettore Damiani), Andrea Sartoretti (Alex), Ivano Marescotti (Pietro), Mimmo Mignemi (Santini), Gianmarco Tognazzi  (Massimo), Giuseppe Tantillo (Leonardo), Andrea Roncato (personaggio ancora sconosciuto) e Sandra Ceccarelli (personaggio ancora sconosciuto). La fiction è stata chiamata “Il Bosco” perché tutti i delitti su cui si indagherà, riguarderanno un determinato bosco, o meglio, tutti i corpi senza vita verranno ritrovati in esso... Che altro si può aggiungere a tutto ciò? Non ci rimane che aspettare ancora un po’, per scoprire, dietro tutti questi segreti ed enigmi, quale verità si cela!...

(07/02/2015)

Adele Consolo

L'Italia è in crisi? Salvini la salverà!

L’Italia è in crisi? Salvini la salverà! 




PALERMO- Domenica 8 Febbraio 2015, alle ore 15.30, si terrà un incontro a Palermo, aperto a tutti, con Matteo Salvini, Raffaele Volpi ed Angelo Attaguile  (presso il Grand Hotel delle Palme, sito in via Roma, n. 398), per discutere dell’ambizioso progetto, del Leader della Lega Nord, di dare al suo partito un’impronta nazionale. Si chiama “Noi con Salvini” è un progetto politico nato per raccogliere sostegno alle idee e al progetto politico di Matteo Salvini nelle regioni italiane del Centro, Sud e Isole. Si tratta di un progetto ampio, aperto a tutti: gruppi, associazioni, organizzazioni, privati, che vogliano fare il bene dei propri territori, tutti uniti per togliere l’Italia dalla crisi.



In questi giorni è iniziato il tour che vedrà Salvini partire dal centro Italia, per poi proseguire al sud e nelle isole: dopo esser stato in Campania ed Abruzzo, presto sarà anche in Calabria, Sicilia, Puglia e Sardegna. Il tour si concluderà a Roma il 28 Febbraio, con una grande manifestazione, contro l’operato del Governo Renzi. Con l’obiettivo di “prendere un voto più di  Renzi alla fine e governare l’Italia, da nord a sud”, Matteo Salvini ha recentemente dichiarato: “Ho fiducia in quei 10 milioni di italiani che non sono andati a votare”. Sempre riguardo al sud, il Leader leghista ha detto ai microfoni di Radio Padania: “Al sud c’e’ attesa di liberazione, per questo noi andiamo con le nostre proposte, che magari non saranno risolutive, ma che sono serie, non chiacchiere. Domenica sarò in Sicilia, a Palermo. Le politiche fatte sin qui non hanno dato risposte ai problemi del sud, vediamo se con onestà possiamo darla noi una risposta. Certo non la darà Renzi”.



Molte sono le finalità su cui punta Salvini e tanti sono i punti trattati sul sito web ufficiale di questo ambizioso progetto, che il Leader sintetizza con queste dichiarazioni: “Nelle cose cruciali non ci sono questioni del sud e del nord, ma problemi omogenei. Per me è motivo d’orgoglio aver difeso convintamente le ragioni dell’agricoltura siciliana a Strasburgo, insieme con quelle della Lombardia, contro l’import selvaggio di frutta nordafricana. Le nostre due regioni sono gli imperi agricoli d’Italia, sulla stessa barca”. E sul nodo cruciale dell’emergenza immigrazione, Salvini ribadisce che bisogna sempre “garantire i soccorsi umanitari anche con le nostre navi militari, ma non far mettere piede a nessuno irregolarmente sulle nostre coste: rimandarli indietro e difendere i confini senza eccezioni”.

Per altre info sul progetto sulle date del tour: http://www.noiconsalvini.org/

(07/02/2015)

Adele Consolo

Teatro e Festival di Tindari

Tindari: orgoglio di Patti (ME) e della Sicilia




TINDARI (ME)- 
Tindari è una nota frazione di Patti, un comune siciliano, sito nella provincia di Messina. Su di essa sorge un Santuario, che è adiacente a una chiesa più antica, ed è sorto per l’apparizione della Madonna nera (l’edificio sacro infatti ospita una Maria con il Bambino scolpita in legno, considerata miracolosa). Oltre ad essere immersa nella natura, Tindari ha una visuale incantevole sui laghetti sottostanti, della zona di Marinello (Oliveri). 



Vicino alle due chiese, adiacenti una all’altra, si trova un antico teatro, meta di visitatori da molte generazioni. La città venne fondata da Dionisio di Siracusa nel 396 a.C. come colonia di mercenari siracusani, che avevano partecipato alla guerra contro Cartagine, nel territorio della città sicula di Abacaenum (Tripi), e prese il nome di Tyndaris, in onore di Tindaro, re di Sparta e sposo di Leda, padre putativo di Elena e dei Dioscuri, Castore e Polluce. Durante la prima guerra punica, sotto il controllo di Gerone II di Siracusa, fu base navale cartaginese, e nelle sue acque si combatté nel 257 a.C. la battaglia di Tindari, nella quale la flotta romana, guidata dal console Aulo Attilio Calatino, mise in fuga quella cartaginese. 




Con Siracusa passò in seguito nell'orbita romana e fu base navale di Sesto Pompeo. Presa da Augusto nel 36 a.C., che vi dedusse la colonia romana di Colonia Augusta Tyndaritanorum, una delle cinque della Sicilia, Cicerone la citò come nobilissima civitas. Nel I secolo d.C. subì le conseguenze di una grande frana, mentre nel IV secolo fu soggetta a due distruttivi terremoti. Sede vescovile, venne conquistata dai Bizantini nel 535 e cadde nel 836, nelle mani degli Arabi dai quali venne distrutta. I resti della città antica si trovano nella zona archeologica, in discreto stato di conservazione, per lo scarso interesse di un riutilizzo dei blocchi di pietra arenaria di cui erano costituiti. 




I primi scavi si datano al 1838-1839 e furono iniziati tra il 1960 e il 1964 dalla Soprintendenza archeologica di Siracusa, ma successivamente, nel 1993, 1996 e 1998, furono continuati dalla Soprintendenza di Messina. Da essi sono stati rinvenuti mosaici, sculture e ceramiche, conservati in parte presso il museo locale e in parte presso il Museo archeologico regionale di Palermo. L'impianto urbanistico, risalente probabilmente all'epoca della fondazione della città, presentava un tracciato regolare a scacchiera e si articolava su tre decumani, strade principali che si incrociavano ad angolo retto con cardini e a distanze regolari con strade secondarie e in pendenza. Sotto i cardini correva il sistema fognario della città, a cui si raccordavano le canalizzazioni provenienti dalle singole abitazioni. Uno dei decumani rinvenuti nello scavo, quello superiore doveva essere la strada principale della città. Le mura cittadine, i cui resti attualmente visibili sono dovuti ad una ricostruzione del III secolo a.C. che ripercorre una cinta precedente, probabilmente coeva alla fondazione, venne completata sul lato verso il mare e rimaneggiata in epoca tardo imperiale e bizantina. Tale cinta era della tipologia "a doppia cortina”, con due muri paralleli in opera quadrata di arenaria con disposizione isodoma, separati da uno spazio, in origine riempito con terra o sassi. A distante diseguali si innalzavano torri quadrate. La porta principale, sul lato sud-occidentale, era fiancheggiata da due torri e protetta da un'antiporta a tenaglia di forma semicircolare, con l'area interna lastricata con ciottoli. 




Altri piccoli passaggi si aprivano a fianco delle torri della porta maggiore e venivano utilizzate per le sortite dei difensori. Il teatro venne costruito in forme greche alla fine del IV secolo a.C. e in seguito rimaneggiato in epoca romana, con una nuova decorazione e l'adattamento a sede per i giochi dell'Anfiteatro, rimasto a lungo in uno stato di abbandono. Nella sua parte a conca furono scavate le gradinate dei sedili della cavea (che doveva raggiungere una capienza di circa 3000 posti). In età romana vi si aggiunse anche un portico in opera laterizia. Di questa parte originaria ora restano solo le fondazioni ed un'arcata (che fu restaurata nel 1939). L'orchestra venne trasformata in un'arena, circondando la cavea con un muro e sopprimendone i quattro gradini inferiori. Dal 1956 in poi, presso il teatro di Tindari, ha sede un importante festival, l’omonimo “Festival di Tindari”, che ha luogo ogni anno nel periodo estivo, e che annovera, tra tutte le arti che lo caratterizzano, anche la danza, la musica, il canto e la recitazione...

(20/05/2014)
Adele Consolo

Quarta edizione del Kalat Nissa Film Festival di Caltanissetta

Tutti al Kalat Nissa Film Festival 2014...
 il Festival Internazionale del Cortometraggio!
Anche la Sicilia ha un Festival Internazionale di Corti




CALTANISSETTA
L'Associazione Cinematografica e Culturale “Laboratorio dei sogni”, presieduta dall’Architetto Fernando Barbieri e dal Professore Giovanni Nanfa, presidente onorario (un illustre uomo di spettacolo, comico e docente di comunicazione e mentore di talenti come Ficarra e Picone),  organizza la 4° edizione del Concorso “Kalat Nissa Film Festival” di Caltanissetta, che è una rassegna dedicata ai registi italiani e stranieri, agli Istituti scolastici, alle Università e alle scuole di cinema, alle Associazioni ed alle Società, che hanno prodotto cortometraggi. Il Festival è articolato in tre giorni. Durante i primi due si prevede la proiezione al pubblico dei cortometraggi finalisti in nomination, durante la serata finale si terrà la cerimonia di premiazione, all’interno della quale sarà premiato il cortometraggio vincitore e verranno assegnati tutti i premi. La giuria leggerà la motivazione della scelta dei vincitori e le relative valutazioni. Durante la serata finale, momenti di musica e cabaret  verranno offerti al pubblico, che sarà costituito da scuole, Università, Associazioni, privati, personalità rappresentative di paesi esteri e veri appassionati di cinema e spettacolo. Il concorso internazionale di cortometraggi è stato chiamato “Kalat Nissa Film Festival” come gentile omaggio alla cittadinanza nissena poiché riprende l’antico nome arabo della città di Caltanissetta “Qalat al-nisā”(che letteralmente significa "Castello delle donne"). La manifestazione è nata con la finalità di promuovere il cortometraggio come forma espressiva particolarmente incisiva, per sviluppare le potenzialità dei linguaggi artistici dei nuovi media e rispondere alle esigenze di crescita culturale dei giovani registi emergenti, che continuano a stupire con le loro capacità creative. Il Kalat Nissa Film Festival non è stato pensato soltanto come un Concorso, ma come un “evento culturale interattivo”. Mostre fotografiche, masterclass, seminari e incontri con personaggi del mondo del cinema e dello spettacolo e diversi altri eventi a tema fanno da cornice al Festival. I premi (i cui nomi assegnati sono ispirati a beni culturali e a personaggi della storia di Caltanissetta) anche quest’anno saranno destinati a: Migliore Regista, Migliore Sceneggiatura, Miglior Direttore della fotografia, Migliore Montaggio, Migliore Autore musiche, Migliore Attore protagonista, Migliore Attrice protagonista. Sono ben 327 i corti pervenuti al concorso per questo anno, provenienti da oltre 30 paesi. La maggiore affluenza di lavori è ovviamente italiana, ma si annoverano iscrizioni anche da Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Austria, Belgio, Polonia, Regno Unito, Israele, Siria, Russia, Stati Uniti e Brasile, Australia, Korea del Sud, Cambogia, Iran, Libano, India, Cina, Giappone Messico, Perù, Thailandia. Il concorso si articola, infatti, in diverse sezioni, le quali spaziano dal tema libero, al tema sociale ed include anche una sezione per le scuole e per i corti di animazione. I giurati hanno il compito di scegliere i migliori corti realizzati in ambito nazionale ed internazionale,  ma il compito più arduo consiste nel premiare alla fine il vincitore assoluto del Festival con il Trofeo Antenna D’Oro, simbolo del Kalat Nissa Film Festival. La giuria quest'anno è formata da: Fiore De Rienzo, Maurizio Amici, Maurizio Gianotti, Michele Sità, Mariano Sabatini. La prima serata, che avrà luogo l’8 Maggio, sarà presentata da Rosaria Renna, mentre quella del 9 Maggio avrà la conduzione di Adriana Tuzzeo. Per la finale ci sarà sul palco nuovamente Adriana Tuzzeo, stavolta affiancata da Barty Colucci. Tra gli ospiti di questa edizione: Roberto Giacobbo (vicedirettore di RAI2), Sarah Maestri (protagonista nell'ultimo film di Giulio Base, Il Pretore) e Annalisa Insardà (attrice emergente) ed il noto attore di talento Andrea Roncato.


La direzione del Kalat, in occasione dell’edizione 2014 ha conferito la Presidenza Onoraria del Festival al maestro Ugo Gregoretti (che nell’edizione del 2013 era già intervenuto ed ha svolto un’interessantissima master class sul suo libro “La storia sono io”, sul quale a breve uscirà un film). Anche per l’edizione 2014 è stato confermato il prestigioso Premio Alta Qualità Sonora. Il Gruppo Tematico per la Cinematografia Sonora (GTCS) ha istituito un premio per il suono al Kalat Nissa Film Festival: i cortometraggi selezionati verranno visionati da alcuni componenti del GTCS e valutati secondo criteri relativi a presa diretta, rumori, montaggio del suono, musiche e mix. A rappresentare il gruppo tematico per la cinematografia sonora quest'anno sarà il Dottor Alberto Pinto. Una sezione molto rilevante del festival è quella titolata "Io, diverso da chi?" che conferisce un premio al miglior cortometraggio che sia stato realizzato  per la valorizzazione delle diversità (etnica, religiosa, culturale, ecc.) o delle disabilità, contro le intolleranze, i pregiudizi ed i luoghi comuni. Una novità di quest'anno è la collaborazione con il Festival rivolto ai Corpi dell'arma, e cioè con i militari della Guardia di Finanza che si occupano con scrupoloso impegno di legalità economica e che recentemente si sono distinti anche nelle attività di soccorso agli extracomunitari sbarcati in Sicilia e nella ricognizione delle vittime dei naufragi di Lampedusa.

Per altre info o curiosità, visitare il sito www.kalatnissafilmfestival.com

(05/05/2014)

Adele Consolo